Vendere cannabis legale è reato? La Cassazione non lo dice

La notizia delle ultime ore sulla cannabis legale, pubblicata da molte testate italiane, riprende l’informazione provvisoria delle sezioni unite penali della Corte Suprema. In data 30 maggio, secondo i mass media, la Cassazione avrebbe dichiarato reato la vendita di cannabis light, finora del tutto legale. Facciamo insieme chiarezza sulla soluzione adottata dalla Cassazione.

Il testo dell’informazione provvisoria

La soluzione adottata dalle le sezioni unite penali della Corte Suprema dichiara reato “le condotte di cessione, vendita e, in genere, commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla cannabis sativa L, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante”. Lo snodo della questione è tutto qui: “salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante”. Infatti, la cannabis light è un prodotto considerato privo di qualsiasi efficacia drogante ed anche per questo che n’è stata contemplata la vendita. Ad oggi, la 309 (Testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti) individua come limite drogante lo 0,5%. Per tutti quei prodotti che superano questa soglia non è possibile la vendita. Ma si ricordi che la cannabis light ha un basso livello di THC, inferiore allo 0,5% e non può per questo essere considerata un prodotto con efficacia drogante.

Associazione Canapa Sativa Italia: le dichiarazioni

Dopo queste notizie riportate dai mass media, l’Associazione Canapa Sativa Italia sta analizzando la situazione con i suoi legali per fare i prossimi step con cautela. E anche l’Associazione afferma che non può considerarsi reato la vendita di canapa coltivata industrialmente che presenta Thc inferiore allo 0,5%.