RESPINTO EMENDAMENTO CANNABIS LIGHT

RESPINTO EMENDAMENTO CANNABIS LIGHT

La Presidente del senato Casellati ha respinto l’emendamento che riguardava la regolamentazione della cannabis light giudicandolo inammissibile

A rischio 3 mila aziende e 12 mila lavoratori

Siamo dispiaciuti per la decisione presa e del comportamento delle opposizioni che dimostrano ignoranza in materia festeggiando con applausi la cancellazione della norma. Questo emendamento, è bene precisare, non riguarda la droga, ma va ad incidere sugli agricoltori. In Italia ci sono 3 mila aziende che coltivano la canapa, che non delocalizzano, e che danno da lavorare a 12 mila persone. Quindi l’applauso che le opposizioni hanno fatto in Aula, lo hanno fatto in faccia agli agricoltori italiani”. Commenta così il giudizio di inammissibilità il primo firmatario dell’emendamento respinto il senatore Mantero. I componenti dell’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis scrivono : “La decisione della Presidente del Senato Casellati è gravissima. L’emendamento era assolutamente attinente alla materia del bilancio. Rispondeva alle esigenze finanziarie e produttive di un settore che coinvolge migliaia di produttori e di lavoratori della cannabis light

La Cannabis sativa L. non è droga

L’associazione Canapa Sativa Italia ha comunicato “la Cannabis sativa L. non è una sostanza stupefacente” come conferma un recente decreto del Pubblico Ministero. “L’azione della Presidente Casellati a nostro avviso ha avuto una caratterizzazione marcatamente politica e non solo tecnica. Non scevra di influenze di esponenti politici che hanno dimostrato quanto può essere confusa e strumentale un’opposizione non obiettiva, non informata, prevenuta e tendenziosa.

Nella motivazione infatti pare che la Presidente del Senato Casellati non abbia tenuto conto dell’effettiva modifica proposta. “Ha ripetutamente affermato che la Legge 242/16 riguarda esclusivamente la produzione e non la vendita di prodotti agricoli. Ignorando che la modifica apportata alla “biomassa” non riguarda esclusivamente i fiori, ma tutte le parti della pianta. Le quali precedentemente all’emendamento erano normate e commercializzabili in base ai rispettivi settori, florovivaistici, industriali o energetici. L’emendamento inoltre, non fa altro che stabilire una imposta e ratificare quanto già previsto dalla Legge 242/16.

Sorge il sospetto sulla mancata imparzialità di giudizio della Casellati

In aula la Casellati ha spiegato che è stata una «decisione meramente tecnica». Aggiungendo «Se ritenete questa misura importante per la maggioranza fatevi un disegno di legge». Una volta respinto l’emendamento sulla cannabis light il senatore Matteo Mantero, firmatario dello stesso emendamento, ha avanzato una richiesta. Ha chiesto a Casellati che venga calendarizzato in tempi brevi il voto sulla sua proposta di legge per regolamentare il settore depositata a luglio. «Così la presidente potrà dimostrare la sua imparzialità rispetto alla decisione presa sulla inammissibilità», commenta il senatore. L’emendamento respinto conteneva diversi aspetti positivi che riguardano tutti i cittadini. Difesa dei diritti dell’individuo, incentivi allo sviluppo economico, garanzia di avere prodotti di qualità, maggior attenzione all’ambiente e alla green economy. Cose concrete, insomma, che si contrappongono alla propaganda proibizionista: numeri economici da una parte, ideologia proibizionista dall’altra.

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