Presentato l'emendamento sulla cannabis light

Presentato emendamento Cannabis Light

Presentato il testo che legittima la vendita, stabilisce la percentuale massima di principio attivo e che applica la tassazione a produttori e rivenditori

Libera vendita e tassazione

L’emendamento presentato sulla Cannabis Light fra poche ore sarà sottoposto al giudizio di ammissibilità da parte del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Regolamenterà la vendita e la produzione sancendone così la sua legittimità. In accordo col recente decreto del Pubblico Ministero stabilisce la soglia dello 0,5% di THC come limite massimo e ne definisce la tassazione.

Disciplina la produzione della biomassa e le autorizzazioni alla vendita che i diretti interessati dovranno richiedere alla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il nuovo emendamento colma il vuoto normativo presente nella legge 242 del 2016 riguardo la possibilità di commercializzare la canapa ed suoi derivati. Dovrebbe mettere al riparo produttori e commercianti da procedimenti penali da parte della magistratura in quanto si tratta di prodotti privi di efficacia drogante

Tutele per produttori e rivenditori

«Ragazzi ce l’abbiamo fatta!» esclama uno dei firmatari dell’emendamento il senatore Matteo Mantero sui propri canali social.

«È stata un’opera di convincimento di quasi due settimane e ci sono volute 15 ore di fila, solo questa notte in commissione bilancio, ma alla fine, grazie al lavoro svolto insieme al collega e amico Francesco Mollame, poco fa abbiamo approvato uno dei nostri emendamenti sulla canapa industriale

È quello meno ambizioso, che riguarda principalmente la biomassa, ma che comunque modifica le legge sulla canapa completandola e soprattutto modifica il testo unico per gli stupefacenti stabilendo una volta per tutte che sotto lo 0,5% di thc la canapa non si può considerare sostanza stupefacente.

Non è il punto di arrivo, anzi solo quello di partenza, ma oggi abbiamo dato la prima spallata all’assurdo muro di pregiudizio, che ancora circonda questa pianta. I canapicoltori e negozianti italiani potranno lavorare un po’ più tranquilli

Spinta all’industria e alla libera imprenditoria

La certezza del diritto dovrebbe spianare la strada agli investimenti in un settore che all’estero è da tempo molto ambito.
Secondo una ricerca di Prohibition Partners, il valore della cannabis legale nel nostro Paese è stimato tra 7,2 miliardi ed i 30 miliardi di euro.

«Siamo sotto assalto di investitori esteri, soprattutto canadesi, che in Italia hanno subodorato grandi opportunità di business e molte società attive nella produzione e nella commercializzazione di prodotti con cannabis pensano alla quotazione», ci fa sapere Stefano Zanda, direttore generale del Consorzio nazionale della canapa e fondatore di MJ.

«è importante fare chiarezza», comunica Coldiretti «per tutelare i cittadini senza compromettere le opportunità di sviluppo del settore con centinaia di aziende agricole che hanno investito nella cannabis e con i terreni coltivati in Italia che nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4mila stimati per il 2018, nelle campagne dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna ».

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