Mr Nice store Grido cannabis light

Cannabis: il negozio del fratello del cantante J-Ax

Tutto in regola. Si sono conclusi positivamente gli accertamenti fatti fare dalla Questura di Milano presso il negozio Mr Nice, specializzato nella vendita di prodotti a base di cannabis light. Il titolare è Luca Paolo Aleotti, più noto come “Grido” dei Gemelli diversi e fratello minore di J-Ax: il celebre rapper e conduttore è da sempre in prima linea per la legalizzazione della cannabis. Ai tempi degli Articolo 31, negli anni ’90, uno dei brani di maggior successo della band e del suo frontman era stato proprio “Ohi Maria”, inno alla marijuana e all’antiproibizionismo. Mr Nice è stato inaugurato nell’aprile 2018 a Milano e chiuso un mese fa, per una settimana, dopo la sentenza della Cassazione e la stretta sul commercio di cannabis light. La decisione di Grido era nata in attesa di «avere un quadro più chiaro a livello legale dopo la bufera che si era creata», come ha dichiarato il musicista-imprenditore, tanto che a luglio aveva riaperto il negozio. Ed è stato allora che sono scattati i controlli della polizia presso l’attività in via Bertini, nel capoluogo lombardo. 

Ispezioni per cannabis light: «Comportamento rispettoso delle Forze dell’Ordine»

È stato lo stesso Grido a raccontare la vicenda, appena si è conclusa, ai suoi fan sui social con un video che potete trovare alla fine del paragrafo. «Pochi giorni fa, nel nostro negozio di cannabis light, Mr Nice Store, si è presentata la polizia per effettuare dei controlli», ha esordito Aleotti junior. «Gli agenti hanno acquisito delle confezioni di infiorescenze, tra cui “Maria Salvador”, e le hanno portate alla scientifica per effettuare le analisi di laboratorio. Io sono rimasto allo store con le Forze dell’Ordine che si sono comportate in modo del tutto rispettoso, seguendo il protocollo e senza fare terrorismo psicologico. Poi, dopo qualche ora, dato che l’esito dei loro esami sul quantitativo di THC è risultato negativo, mi è stata restituita la merce, è stato messo a verbale e non è stato avviato nessun provvedimento». Il THC è il tetraidrocannabinolo, principio attivo della cannabis light che crea l’effetto psicotropo. La normativa entrata in vigore nel 2017 aveva stabilito che, affinché un prodotto che la contiene sia legale, deve essere inferiore allo 0,6%, una percentuale molto bassa tale da non avere effetti disturbanti sull’organismo. Ha proseguito Grido: «Dopo qualche ora, dato che l’esito dei loro esami sul quantitativo di THC è risultato negativo, mi è stata restituita la merce, è stato messo a verbale e non è stato avviato nessun provvedimento. Dopodiché gli agenti mi hanno salutato e mi hanno augurato buon lavoro. A fine maggio, dopo la sentenza delle Sezioni Unite sulla cannabis light, data la bufera di informazioni che si era scatenata da parte dei media e il clima di confusione che si era sviluppato, abbiamo deciso di chiudere temporaneamente il negozio, per poter avere un quadro più chiaro di quello che stava effettivamente accadendo a livello legale, e non incappare in inutili speculazioni o strumentalizzazioni da parte dei media, data la nostra rilevanza a livello di immagine pubblica». 

Cannabis Light – Cosa è successo a Mr Nice Store

POCHI GIORNI FA NEL NOSTRO NEGOZIO DI CANNABIS LIGHT( MR NICE STORE ) SI E’ PRESENTATA LA POLIZIA PER EFFETTUARE DEI CONTROLLI.GLI AGENTI HANNO ACQUISITO DELLE CONFEZIONI DI INFIORESCENZE, TRA CUI MARIA SALVADOR E LE HANNO PORTATE ALLA SCIENTIFICA PER GLI ESAMI DI LABORATORIO.IO SONO RIMASTO ALLO STORE CON LE FORZE DELL’ORDINE CHE SI SONO COMPORTATE IN MODO DEL TUTTO RISPETTOSO, SEGUENDO IL PROTOCOLLO E SENZA FARE TERRORISMO PSICOLOGICO.POI DOPO QUALCHE ORA, DATO CHE L’ ESITO DEI LORO ESAMI SUL QUANTITATIVO DI THC È RISULTATO NEGATIVO, MI E’ STATA RESTITUITA LA MERCE, È STATO MESSO A VERBALE E NON E’ STATO AVVIATO NESSUN PROVVEDIMENTO. DOPODICHÉ GLI AGENTI MI HANNO SALUTATO E MI HANNO AUGURATO BUON LAVORO.A FINE MAGGIO DOPO LA SENTENZA DELLE SEZIONI UNITE SULLA CANNABIS LIGHT, DATA LA BUFERA DI INFORMAZIONI CHE SI ERA SCATENATA DA PARTE DEI MEDIA E IL CLIMA DI CONFUSIONE CHE SI ERA SVILUPPATO, NOI ABBIAMO DECISO DI CHIUDERE TEMPORANEAMENTE IL NEGOZIO, PER POTER AVERE UN QUADRO PIÙ CHIARO DI QUELLO CHE STAVA EFFETTIVAMENTE ACCADENDO A LIVELLO LEGALE, E NON INCAPPARE IN INUTILI SPECULAZIONI O STRUMENTALIZZAZIONI DA PARTE DEI MEDIA, DATA LA NOSTRA RILEVANZA A LIVELLO DI IMMAGINE PUBBLICA.QUESTO CI HA ANCHE ESPOSTO ALLE CRITICHE DA PARTE DI CHI HA VISTO NELLA NOSTRA PRUDENZA UN SEGNALE DI CEDIMENTO DEL NOSTRO SOSTEGNO AL MOVIMENTO ANTIPROIBIZIONISTA.ORA IN FUNZIONE DELL’ ESPERIENZA PERSONALE CON LE FORZE DELL’ ORDINE POSSO DIRE CHE SE I PRODOTTI CHE SONO VENDUTI NEI NEGOZI COME IL NOSTRO VENGONO RITENUTI PRIVI DI EFFICACIA DROGANTE LA VENDITA È DA RITENERSI LECITA.LA NORMATIVA EUROPEA ESISTE DAL 2016 PURTROPPO IN ITALIA LA CLASSE POLITICA INVECE DI FARE UNA NORMATIVA ITALIANA CHE POSSA REGOLAMENTARE A DOVERE QUESTO SETTORE IN PIENA ESPANSIONE CONTINUA AD ASTENERSI DAL FARLO, A FARE CONFUSIONE E MANDARE MESSAGGI POLITICI LONTANI DALLA REALTÀ. COME QUELLO CHE QUESTI NEGOZI SAREBBERO CENTRI DI SPACCIO CAMUFFATI PERICOLOSI PER I NOSTRI GIOVANI.. NULLA DI PIÙ FOLLE CREDETEMI!ADESSO CON CHE SONO STATE DEPOSITATE LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA SI È ALZATO DI NUOVO UN POLVERONE MEDIATICO ALIMENTANDO DI NUOVO IL CLIMA DI CONFUSIONE SULL’ ARGOMENTO.IO CI TENGO A DIRE CHE NOI NEGOZIANTI SIAMO I PRIMI A DESIDERARE UN QUADRO NORMATIVO ADEGUATO PER POTER OPERARE IN QUESTO SETTORE CON PIÙ SERENITÀ.SERVONO LEGGI PIÙ CHIARE, GLI ALTRI PAESI EUROPEI STANNO ANDANDO IN QUESTA DIREZIONE MENTRE IN ITALIA SUCCEDE IL CONTRARIO, E ALLARGHEREI IL DISCORSO ANCHE ALLA CANNABIS IN GENERALE, NON SOLO ALLA CANNABIS LIGHT.RIGUARDO A QUESTO VORREI SEGNALARVI UN INIZIATIVA IMPORTANTE, QUELLA DEL MANIFESTO PER LA CANNABIS LIBERACHE PROPONE UNA RIFORMA NORMATIVA PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLA CANNABIS IN ITALIAÈ STATA PRESENTATA IN SENATO NEI GIORNI SCORSI, POTETE TROVARLA ONLINE AL LINK http://manifestocannabislibera.it/ SOTTOSCRIVERLA E CONDIVIDERLA.PER DARE UN SEGNALE SOCIALE CHIARO ALLA CLASSE POLITICA.PERCHÈ NON SI POSSONO CAMBIARE LE COSE DALL’ OGGI AL DOMANI, MA A MENO CHE NON SI REPUTI GIUSTO ARRESTARE DEGLI INNOCENTI E REGALARE MILIARDI ALLE NARCOMAFIE STA AD OGNUNO DI NOI SOSTENERE, ADESSO PIÙ CHE MAI, CHI STA CERCANDO DI CAMBIARE LE COSE IN ITALIA.PERCHÈ È ORA DI PIANTARLA!J-AxAlessandro Takagi MerliSPACE ONELegalweed euAssociazione CanapeseValeficent – Valentina Varisco

Publiée par Grido sur Vendredi 12 juillet 2019

Cannabis light: «Vendita lecita per prodotti privi di efficacia drogante»

La decisione di chiudere Mr Nice, seppure per una breve parentesi, ha suscitato polemiche, a cui Grido ha voluto rispondere anche nel video di fine luglio: «Questo ci ha anche esposto alle critiche da parte di chi ha visto nella nostra prudenza un segnale di cedimento del nostro sostegno al movimento antiproibizionista. Ora in funzione dell’esperienza personale con le Forze dell’Ordine posso dire che se i prodotti che sono venduti nei negozi come il nostro vengono ritenuti privi di efficacia drogante la vendita è da ritenersi lecita». Ha aggiunto Grido: «La normativa europea esiste dal 2016. Purtroppo in Italia la classe politica, invece di fare una normativa italiana che possa regolamentare a dovere questo settore in piena espansione continua ad astenersi dal farlo, a fare confusione e mandare messaggi politici lontani dalla realtà. Come quello che questi negozi sarebbero centri di spaccio camuffati pericolosi per i nostri giovani. Nulla di più folle, credetemi!»

Invito a sottoscrivere il manifesto per la cannabis libera

A conclusione del suo discorso, Grido ha fatto una riflessione sull’attuale quadro normativo e ha lanciato un appello. «Adesso che sono state depositate le motivazioni della sentenza si è alzato di nuovo un polverone mediatico alimentando di nuovo il clima di confusione sull’argomento», ha sottolineato Aleotti. «Io ci tengo a dire che noi negozianti siamo i primi a desiderare un quadro normativo adeguato per poter operare in questo settore con più serenità. Servono leggi più chiare, gli altri Paesi Europei stanno andando in questa direzione, mentre in Italia succede il contrario, e allargherei il discorso anche alla cannabis in generale, non solo alla cannabis light. Riguardo a questo vorrei segnalarvi un’iniziativa importante, quella del manifesto per la cannabis libera che propone una riforma normativa per la regolamentazione della cannabis in Italia.
Sottoscriverla e condividerla per dare un segnale sociale chiaro alla classe politica. Perché non si possono cambiare le cose dall’oggi al domani, ma a meno che non si reputi giusto arrestare degli innocenti e regalare miliardi alle narcomafie sta ad ognuno di noi sostenere, adesso più che mai, chi sta cercando di cambiare le cose in Italia. Perché è ora di piantarla!». 

Cannabis light: la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione 

Con sentenza n. 30475, depositata il 10 luglio 2019, le Sezioni Unite hanno affermato il seguente principio di diritto: «la commercializzazione al pubblico di cannabis sativa L. e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell’ambito di applicabilità della legge n. 242 del 2016, che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapa delle varietà ammesse e iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi dell’art. 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002 e che elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati, sicché la cessione, la vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico dei derivati della coltivazione di cannabis sativa L., quali foglie, inflorescenze, olio, resina, sono condotte che integrano il reato di cui all’art. 73, d.P.R. n. 309/1990, anche a fronte di un contenuto di THC inferiore ai valori indicati dall’art. 4, commi 5 e 7, legge n. 242 del 2016, salvo che tali derivati siano, in concreto, privi di ogni efficacia drogante o psicotropa, secondo il principio di offensività».

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