Monopolio sulla Canapa Light, è forse in arrivo ?

Presentati due emendamenti a firma dei Senatori MOLLAME, MANTERO, NATURALE, LA MURA, AGOSTINELLI e PUGLIA, che hanno l’intento di sottoporre la Canapa Light ad imposta di fabbricazione e riguarderebbe sia la produzione che l’immissione in commercio, inserendo così di fatto la Canapa Industriale tra i comparti controllati dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

La tassazione per chi commercializza

A partire dal 1° gennaio 2020, la biomassa di canapa sarà sottoposta ad imposta di fabbricazione applicando al prezzo di vendita la maggiorazione di 10 centesimi per ogni grammo di infiorescenza secca e 5 centesimi per l’infiorescenza fresca. I canapa shop potranno continuare a vendere le infiorescenze ma saranno obbligati a richiedere la licenza di vendita alla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I negozianti saranno anche tenuti al pagamento di un diritto annuale di 258 euro più una cauzione di importo pari all’imposta dovuta.

La tassazione per chi produce

Per quanto riguarda invece la produzione della biomassa, la tassazione sarebbe di 10 euro ogni 1000 kg di biomassa per ogni punto percentuale di CBD. Ipotizzando che nella biomassa prodotta ci sia il 10% di CBD, sarebbero 100 euro per ogni 1000 kg di biomassa.

L’emendamento che tra l’altro prevede il reato di contrabbando per gli inosservanti, diventerà effettivo solo se se sarà approvato dalla Commissione Bilancio del Senato.

Le divergenti reazioni degli operatori del settore

“potrebbe rappresentare un passo importante per la definitiva legittimazione del comparto agricolo e industriale della canapa, rafforzando le garanzie e le possibilità per l’intero settore, salvaguardando gli investimenti già in essere e facilitando l’attrazione di nuovi capitali. Ne trarrebbero vantaggio l’intera filiera della canapa e la crescita occupazionale, in uno dei settori più promettenti della green economy mondiale, ponendo l’Italia in una posizione di vantaggio rispetto agli altri players europei” il commento di Sergio Martines, CEO di Canapar Corporation.

“il rischio è che potrebbero inserire l’obbligo di conferimento della biomassa da trasformazione alle farmaceutiche e poi chiudono i giochi. Pure le autorizzazioni (alla vendita) dei Monopoli possono essere una trappolasiamo sicuri che poi chiunque le ottiene?” commenta e solleva una riflessione Alessandro Buccolieri di Canapa Sativa Italia.

L’interpretazione degli esperti di CannabisLegaleItalia.net 

Leggendo in maniera approfondita gli emendamenti e consultando legali ed esperti del settore la nostra interpretazione è che non si può parlare di vero e proprio Monopolio di Stato, in quanto la canapa non viene equiparata alle sigarette, come qualche allarmista ha commentato in un primo momento online, e non viene data l’esclusiva di rivendita ai soli tabaccai. Da quanto emerge si tratta solo di una tassa inserita per poter presentare l’emendamento nella legge di stabilità. Questo è probabilmente il tentativo più rapido per provare a normare la vendita delle infiorescenze e regolamentarne la produzione. Questo iter potrebbe successivamente portare alla individuazione della corretta destinazione d’uso, cioè quella che prevede l’inalazione e il poterla fumare e perché ciò avvenga nella maniera più rapida è stato necessario inserirla nella legge di Bilancio (con l’imposta che verrebbe inevitabilmente riscossa dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).

Scrivi un Commento