La cannabis legale nel mondo: cosa dicono le leggi negli altri paesi

Le politiche legate al proibizionismo, per quanto riguarda la vendita e il consumo di cannabis nel mondo, stanno subendo una brusca inversione di rotta negli ultimi anni. Diversi Paesi hanno introdotto depenalizzazioni per il possesso e il consumo di canapa legale, mentre altri hanno legalizzato la marijuana ad uso medico e terapeutico. Pochissimi invece gli Stati che hanno liberalizzato del tutto il mercato della cannabis per scopi ricreativi, mentre in alcuni Paesi del mondo ancora oggi esistono politiche restrittive e punitive sia per la vendita che per il consumo della canapa.

Paesi completamente liberi

Gli Stati del mondo che hanno completamente legalizzato l’uso della cannabis ad uso personale sono ancora molto pochi. Un posto d’onore spetta indubbiamente all’Uruguay, un Paese pioniere dove il governo di sinistra ha di fatto legalizzato la marijuana già nel 2013, grazie alla legge promossa dal deputato Sebastian Sabini e appoggiata dallo stesso ex-Presidente José Mujica. Tuttavia la normativa di legge in Uruguay non riguarda gli stranieri, ai quali non è consentito l’acquisto o il consumo di cannabis legale, ma soltanto i cittadini uruguayani residenti all’interno del Paese.

Per comprare la marijuana legale bisogna essere maggiorenni e registrarsi in una lista apposita, gestita direttamente dallo Stato, che dà diritto all’acquisto di massimo 40 grammi di canapa al mese. La qualità viene garantita dallo Stato che controlla tutta la filiera, dalla produzione alla raccolta fino alla distribuzione, che avviene attualmente nelle 12 farmacie che hanno accettato di vendere l’erba legale, di cui 5 si trovano nella capitale Montevideo. In Uruguay è legale anche la coltivazione della cannabis, fino a sei piante per uso personale e sempre dietro l’iscrizione nei registri pubblici.

Nella Corea del Nord invece vige una situazione paradossale. Infatti da un lato la legge vieta l’uso di stupefacenti, mentre dall’altro non esiste alcuna normativa specifica per quanto riguarda la cannabis, che di fatto viene considerata legale e ampiamente utilizzata e commercializzata senza alcuna restrizione. All’interno del territorio nordcoreano è comune vedere persone intente a fumare canapa, sia nei luoghi pubblici che all’interno dei locali privati. Tuttavia la mancanza di una legislazione che crea una certa tolleranza non deve essere scambiata per una vera e propria legalizzazione della cannabis.

A giugno del 2018 anche il Canada si è aggiunto all’Uruguay, legalizzando senza restrizioni l’uso ricreativo della cannabis. Si tratta di una norma recente, che entrerà in vigore solamente dal 17 ottobre del 2018. L’obiettivo del Governo canadese è quello di combattere la criminalità organizzata, aiutando le famiglie e tutelando la salute dei giovani. Dal 17 ottobre perciò in Canada sarà completamente legale comprare, consumare e possedere fino a 30 grammi di canapa legale in pubblico, oppure piantare per uso personale fino a 4 piante nella propria abitazione privata.

Paesi in cui è consentito l’uso personale con restrizioni

Un Paese dove la legge non è ben chiara è l’Olanda. Il Paese simbolo nel mondo della legalizzazione della marijuana in realtà non possiede una normativa di legge a riguardo, ovvero la cannabis di fatto è illegale ma ne è consentita e tollerata la produzione, la vendita e il consumo personale a scopo ricreativo. I coffe shop olandesi sono autorizzati dallo Stato a vendere la canapa, che può essere fumata dai cittadini olandesi e dai turisti esclusivamente all’interno di tali locali, mentre ne è vietato il consumo nelle aree pubbliche e la produzione.

Tra gli Stati del mondo dove il consumo di cannabis per uso personale e ricreativo è legale ma con restrizioni c’è la California. Le politiche di liberalizzazione, partite diversi anni fa con la sperimentazione della canapa medicinale, hanno reso possibile da gennaio del 2018 la completa legalizzazione della marijuana per scopi personali. In California è legale la produzione, la commercializzazione e il consumo sia della canapa ad uso terapeutico che ricreativo. I limiti di legge indicano l’età minima per l’acquisto a 21 anni, mentre la quantità massima per il possesso è di 28,3 grammi e si possono coltivare in casa fino a 6 piante per uso personale.

Tuttavia la cannabis non è stata legalizzata su tutto il territorio della California, poiché spetta alle singole municipalità adeguarsi alle indicazioni statali. Attualmente la vendita e il consumo di canapa sono legali nel 30% dei municipi della California, tra cui la città di Los Angeles, perciò è necessario consultare le singole legislazioni per ottenere informazioni ufficiali sulle varie località. Laddove legale la cannabis può essere acquistata anche dai turisti, purché con un’età superiore ai 21 anni, mentre la canapa medicinale è riservata ai cittadini americani in possesso di una prescrizione medica.

Complessivamente negli USA sono 8 gli Stati che hanno legalizzato l’uso personale della marijuana per usi medici e ricreativi, tra cui l’Alaska, l’Oregon, il Colorado, Washington e il Nevada. Qui i maggiori di 21 anni, cittadini americani o turisti stranieri, possono acquistare legalmente e possedere fino a un’oncia, 30 grammi circa, di cannabis per uso personale. Tuttavia non è possibile fumare nei luoghi pubblici, mentre nei locali privati ne deve essere specificatamente consentito il consumo. Inoltre la marijuana non può essere trasportata al di fuori del Paese, ma deve essere consumata all’interno dei confini statali.

Paesi in cui non è consentito l’uso personale e con restrizioni per il THC

In alcuni Paesi del mondo non è consentito l’uso personale della cannabis ma è permesso quelli della canapa light, con restrizioni per quanto riguarda il THC. Si tratta del principio attivo della marijuana, il tetraidrocannabinolo, una sostanza psicoattiva che interagisce con i recettori dei cannabinoidi CB1 e CB2 provocando effetti come euforia, rilassamento e felicità. Questi recettori si trovano un po’ in tutto il corpo, soprattutto nel cervello, nei polmoni, nei reni, nell’intestino e nel sistema nervoso e sono direttamente responsabili per la gestione dell’appetito, del dolore, della memoria e dell’umore.

Per questo motivo in alcuni Paesi, nonostante sia vietato il consumo personale di marijuana, è consentito quello della cannabis light, ovvero della canapa con basse percentuali di THC. Questa restrizione interessa fra tutti l’Italia, dove grazie alla legge 242/2016 è di fatto stato legalizzata da gennaio del 2017 la coltivazione, la commercializzazione e l’acquisto (ma non il consumo) della canapa light o leggera per i maggiori di 18 anni, che deve avere un tasso di THC compreso tra lo 0,2 e lo 0,6%.

La cannabis light è ricavata da una particolare specie di canapa, la Light Sativa, che tramite un’attenta selezione è in grado di produrre infiorescenze estremamente ricche di CBD. Si tratta di un cannabidiolo povero di THC, che quando entra in contatto con l’organismo non risulta psicoattivo per i recettori, non provocando alcuna reazione psicofisica. Complessivamente la situazione in Europa è piuttosto disomogenea, infatti nonostante il consumo personale di cannabis sia considerato quasi dappertutto illegale, in molti Paesi esistono forti depenalizzazioni e ampie tolleranze.

Ad esempio in Belgio il consumo a scopo personale è illegale, ma è tollerato il possesso fino a 3 grammi di cannabis. In Repubblica Ceca è possibile detenere fino a 15 grammi di marijuana e 5 grammi di hashish a scopo ricreativo, grazie alla depenalizzazione dei consumi, mentre è possibile acquistare e consumare la marijuana medica dietro prescrizione senza alcuna restrizione. In Germania sono legalizzate la vendita e il consumo di cannabis a scopi terapeutici dietro prescrizione medica, compresa la coltivazione privata controllata dallo Stato. Anche in Spagna la canapa è di fatto depenalizzata, con limiti per il possesso fissati a 40 grammi.

Invece il consumo di cannabis nel Paese spagnolo è consentito solamente in privato, nella propria abitazione o all’interno di club autorizzati dallo Stato. Rimangono vietate la vendita, il commercio, il trasporto e il consumo della canapa in tutti i luoghi pubblici. In Francia l’uso personale a scopo ricreativo della marijuana è vietato dalla legge, tuttavia è permesso il consumo della cannabis light, la canapa con basse percentuali di THC, acquistabile nei negozi specializzati. Infine in Inghilterra è legale comprare e consumare cannabis per uso terapeutico, ma l’offerta è ancora piuttosto limitata, mentre è illegale l’uso a scopo ricreativo.

Paesi in cui è vietata qualunque tipologia di cannabis

In moltissimi Paesi del mondo l’uso della cannabis, sia per fini terapeutici che ricreativi, è completamente illegale senza alcun tipo di depenalizzazione. Rientra in questa categoria la Cina, dove addirittura per lo spaccio di marijuana è prevista dal Codice Penale anche la pena di morte, sebbene non venga quasi mai applicata. L’uso di cannabis viene considerato una malattia, perciò è trattato nei centri clinici specializzati come una vera e propria tossicodipendenza.

Anche in Giappone la cannabis è totalmente fuorilegge, infatti sono vietate la produzione, la vendita e il consumo di canapa sia pe usi medici e terapeutici che ricreativi. Particolarmente dura è la legislazione presente negli Emirati Arabi Uniti, dove il possesso, la vendita e il consumo di cannabis sono puniti con l’arresto immediato, anche con percentuali infinitesimali della sostanza inferiori allo 0,005%. Lo stesso avviene in Arabia Saudita, in cui il possesso di marijuana è perseguito con la detenzione, mentre la vendita è equiparata penalmente al reato di omicidio.

In Indonesia il rischio per il possesso e il consumo di canapa è addirittura l’ergastolo, fino ad arrivare alla pena di morte per quantità superiori ai 500 grammi. Anche in Iran la vendita e il trasporto di cannabis prevedono pene severe, dalla carcerazione fino alla pena capitale per i casi più gravi. In Malesia è vietato qualsiasi uso personale e medico della canapa, mentre con il possesso di più di 7 grammi di marijuana si rischiano il reato di spaccio e la detenzione. Infine a Singapore per il consumo di cannabis è prevista la fustigazione o la detenzione in carcere, senza limiti di tolleranza.