Coltivare Marijuana a casa è reato ? Cannabis Coltivazione domestica

Coltivare Marijuana a casa non è reato

Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno sancito che coltivare marijuana a casa propria, in modeste quantità e per uso personale non costituisce reato.

La sentenza

Le Sezioni unite penali della Corte di Cassazione hanno sentenziato che coltivare marijuana a casa, se per uso personale non è più un reato. Non saranno punibili “le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore”.

Coltivare a casa

Emerge chiaramente quindi dalle parole della Cassazione che la marijuana possa essere coltivata non per la vendita ma solo ed esclusivamente per uso personale. Viene inoltre rimarcato che la legittimità di tali coltivazioni è correlata anche al fatto che a fruirne sia unicamente chi se ne prende cura. Inoltre il testo fa riferimento a tecniche “rudimentali” adeguate ad una coltivazione casalinga che escluderebbero una destinazione alla vendita. Cosa si intenda per tecniche rudimentali ancora non è chiaro, ma l’uso di lampade o growbox sembrano proprio lontani dall’esser considerati “rudimentali”.

Livello di THC

Anche qui la situazione appare piuttosto incerta perché non viene specificato il livello ammesso di tetraidrocannabinolo, ovvero il cannabinoide proibito dalla legge. Per la cannabis light, considerata legale, la legge tollera un livello massimo di THC pari allo 0,6%. Attualmente la Cassazione non ha imposto limiti percentuali per chi ha deciso di coltivarla in casa per uso personale. Dato davvero interessante che ci spinge a sperare in un futuro di maggiore tolleranza nei confronti della cannabis.

I precedenti giuridici

In una sentenza del 2011 la Corte di Cassazione aveva già sentenziato che una sola pianta di marijuana non poteva essere considerata ‘offensiva’. Ritenendo quindi che “non è idonea a porre in pericolo il bene della salute pubblica o della sicurezza pubblica”. Bisogna anche tener presente però che la Consulta, che più volte è intervenuta sull’argomento, ha nel tempo dettato una linea chiara ed univoca. Sentenziando che coltivare piante da cui sono estraibili sostanze stupefacenti è sempre reato, a prescindere da quantità e destinazione d’uso.

Una sentenza non cambia la Legge

È molto importante sottolineare che le sentenze della Cassazione hanno valore vincolante solo per i casi per le quali sono state specificatamente formulate. In altre parole questo significa che saranno ancora i giudici a decidere sul singolo caso. A seconda del giudizio personale e dei dati specifici emersi decideranno se aderire o meno alla scelta delle sezioni unite della cassazione.

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