IMPRENDITORE DENUNCIATO PER SPACCIO

Imprenditore del nord Italia subisce il sequestro del capannone aziendale e di tutta la coltivazione e viene denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti.

IL SEQUESTRO E LA DENUNCIA PER SPACCIO


“Qualche giorno fa i Carabinieri, giunti al capannone sede dell’azienda dove coltivo ed essicco il raccolto di Canapa Legale, hanno sequestrato tutto. Sia capannone che piantagione e mi hanno denunciato a piede libero ai sensi della 309/90” ci informa il malcapitato imprenditore. “Ho passato tutto il giorno in caserma e mi hanno fatto il terzo grado”
 “La libera interpretazione della legge nel mio caso è stata devastante, rischio di essere arrestato pur operando completamente all’interno della legalità”
 

IL DANNO RICEVUTO


“Chi conosce me e la mia azienda sa con quanta passione e cura mi dedico al mio lavoro. Ora mi trovo ad avere l’intera coltivazione sotto sequestro senza avere la possibilità di prendermene cura. Sono quindi costretto ad affrontare spese legali per difendermi e per dare avvio alle pratiche di dissequestro nel più breve tempo possibile”
Ho 30 kg di infiorescenze e 400 piante, lasciate completamente a marcire, le cime dense stanno facendo muffa ed ovviamente arriverà anche la botrite”.
I tempi per il dissequestro sono variabili, dipendono dalle diverse magistrature e vedendo una diffusa difformità di giudizio i tempi potrebbero anche essere piuttosto lunghi. Questo purtroppo comprometterà del tutto la coltivazione dell’imprenditore causando un ingente danno economico.
“Il sequestro che ho subito è stato illecito e presto si procederà con le varie richieste di danni … che poi (e sorride amaramente) chissà se, quando e quanto mi risarciranno”
 


IGNORATA LA TUTELA DELLA 242


Dal racconto dell’imprenditore denunciato per spaccio (di cui non riveleremo il nome) emerge che l’azione messa in atto dalle forze dell’ordine non sia stata del tutto regolare. Avrebbero agito senza applicare le tutele riservate al coltivatore secondo la legge 242, mettendo in atto procedure da 309/1990 (spaccio di stupefacenti).
 Infatti come la 242 recita all’art.4 comma 5 “Qualora all’esito del controllo il contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 per cento ed entro il limite dello 0,6 per cento, nessuna responsabilita’ e’ posta a carico dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni di cui alla presente legge”.
Lo scorso Giugno il tribunale per il Riesame di Genova, come già scritto in questo nostro articolo, ha sancito che non è possibile effettuare un sequestro preventivo di Cannabis Light se non è provato da analisi tossicologiche che il THC sia oltre la soglia consentita, contrariamente a quanto messo in atto dai Carabinieri che prima hanno sequestrato e solo successivamente procederanno ad analisi.