Un fenomeno sempre più in ascesa è quello della cannabis con contenuto di THC, principio psicoattivo che genera il fantomatico effetto sballo, inferiore allo 0,6 percento. Il governo italiano ha legalizzato con la legge 242 del 2016 l’uso di questa particolare pianta a scopo industriale ed alimentare, contrariamente a ciò che si possa pensare, e cioè come articolo per fumatori. Ma nonostante questo stanno aprendo molti punti vendita, e anche i tabacchini si stanno munendo di canapa legale. Quali sono i rischi legali a cui si sottopongono i venditori e gli acquirenti stessi?

La cannabis legale dal tabaccaio

Appena legalizzata, la prima azienda a rivendere questo prodotto perfettamente legale è stata Easy Joint, la quale aprì un vero e proprio e-commerce online. A poco a poco hanno iniziato ad aprire dei piccoli cannabis-shop, nei quali si possono trovare tantissimi prodotti a base di canapa light. Naturalmente questo fenomeno ha subito allettato i tabaccai a munirsi di queste infiorescenze, vendendole in formato sacchettino. Molti si sono attrezzati anche con un servizio di consegna a domicilio.

Cosa dice la legge del 2016

La canapa ha avuto una grande evoluzione agli inizi del 1900 in cui veniva coltivata per la produzione di corde per imbarcazioni, vele e anche molti tessuti. Basta pensare che l’Italia era tra i maggiori produttori. Dopo le due guerre la coltivazione e l’uso della canapa andò via via calando grazie alla nascita di materiali e tecnologie maggiormente resistenti in campo industriale. La scoperta dei suoi effetti stupefacenti le diede il colpo di grazia nel 1975. Al giorno d’oggi invece, a causa dei rincari dei prezzi del petrolio, bene che va via via esaurendosi, oltre che inquinante, la coltivazione della canapa costituisce una nuova frontiera in campo industriale. Lo stato, con la legge 242 del 2016 ha varato la sua legalità con livelli di thc inferiori allo 0,6%, permettendo le coltivazioni, con una burocrazia più semplice e senza la necessità di particolari autorizzazioni. Molti imprenditori hanno visto l’occasione di creare un business, ed ecco che il fenomeno sta dilagando.

Vediamo con precisione che cosa però dice la legge varata nel 2016. Il primo punto costituisce la destinazione d’uso:

  • settore alimentare
  • settore cosmetico
  • settore industriale
  • settore bioedilizia

Ebbene si, il settore che manca è proprio quello ricreativo, ciò significa che non è un articolo per fumatori! Infatti se la legge fosse stata varata anche a favore dei fumatori, sarebbe entrata in contraddizione con le attuali leggi sanitarie. Tuttavia non ci sono divieti per collezionarla. Ecco l’escamotage. Se la vendita viene effettuata a solo scopo di collezione oppure come deodorante per ambiente non può essere considerato come un articolo pericoloso per la salute degli acquirenti. Naturalmente nessuno vieta al cliente, una volta giunto a casa sua, di fumarsela.

La situazione per i tabacchini e la FIT

Visto che è così, tutto può sembrare facile per i tabaccai. E invece bisogna porre molta attenzione, poiché anche se questi prodotti non presentano la didascalia che esplicita il non uso per fumo, i vari istituti sanitari potrebbero pensarla differentemente essendo la questione nuova per il nostro paese e molto delicata. I tabaccai potrebbero incorrere in revoche della licenza per poter vendere articoli per fumatori. Per fare chiarezza, ad oggi la canapa light non è considerata dal ministero come un surrogato del tabacco, comunque la FIT, Federazione Italiana Tabaccai, ne sconsiglia la vendita in tabaccheria e si è adoperata per avere un chiarimento dal ministero competente.

Fino ad ora non sembra che qualche tabacchino ci abbia rimesso la licenza, tuttavia potrebbero pagarne le conseguenze i consumatori. Vi ricordiamo che attualmente il consumo di canapa a scopi ricreativi è vietato dalla legge italiana. Quindi come fare per non incorrere in sgradevoli conseguenze? Dal momento dell’acquisto, durante il trasporto, fino a quando non si attraversano le mura domestiche, il consiglio è quello di tenere la confezione di cannabis light rigorosamente sigillata in modo tale da poter dimostrare, in caso di fermo, innanzitutto i limiti di thc legali, e poi l’uso a deodorante o per collezione. Se vi fermano con la confezione sigillata nessuno potrà dirvi con certezza che la usate per fumo. Se vi fermano con la confezione aperta, potrete incorrere in conseguenze sgradevoli a discrezione dell’autorità.

Le conseguenze del consumo della marijuana legale

Un’attenzione particolare però merita il post-assunzione della canapa light. E’ stato dimostrato che anche l’assunzione di cannabis light con valori di thc al di sotto dello 0,6 percento è rilevata dai drogometri come assunzione di sostanze stupefacenti. I drogometri rilevano le tracce di thc fino a bassissime percentuali quindi non sognatevi di fumarvi la marijuana light e poi di mettervi alla guida. Tecnicamente sarete comunque dei piloti lucidi, ma difronte ad un eventuale test delle autorità che vi fermano sarete dei conducenti alla guida di un automezzo sotto l’effetto di sostanze stupefacenti! Le conseguenze non saranno solo civili ma possono sfociare nel penale.

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